sabato 20 dicembre 2025

19 dicembre, Natale per me comincia oggi


Il calendario è inesorabile, la data del controllo si è accesa nell'agenda: 19 dicembre 
Il percorso lo conosco, l'ho fatto centinaia di volte. 
A cambiare è l'emozione, un tempo era l'ansia, oggi è la serenità. 
Il viaggio si ripete, ogni volta vedo i visi dei pazienti esprimere sensazioni faticose, conosco e riconosco tutto quanto. 
Sento su di me la loro stanchezza e la loro inquietudine. 
A quest'ultimo giro nella sala d'attesa dell'ematologia c'erano molti pazienti. Ho parlato con qualcuno di loro. E li ho rassicurati sul fatto di essere in buone mani. 
Mi chiedono da quanto tempo sono in cura, quando rispondo oltre vent'anni vedo nei loro occhi la sorpresa. Questo posso fare concretamente, dare speranza e rinnovare la loro fiducia. Loro sono miei fratelli e mie sorelle di terapia 
So che affrontano trattamenti durissimi, tuttavia, per fortuna, meno duri di vent'anni fa.
La rivoluzione è arrivata anche per le cure del Mieloma, migliorando l'aspettativa e la qualità di vita dei pazienti,
Poi è toccato a me vedere il dottore, gli esami li avevo già consultati da qualche settimana, ma sentire da lui che va tutto bene mi da una sensazione di piacere enorme. 
Mi sembra di volare. 
Ho una gratitudine immensa verso tutti coloro che mi hanno salvato la vita.
Tornare in ospedale mi serve non solo per farmi visitare, qui torno in pace con il mondo. 
È il posto giusto dove  capire la differenza tra le persone: tra chi ti ha detto qualcosa in grado di ferirti e lo ha fatto con leggerezza, guadagnandosi l'etichetta di stronzo e chi invece si è dato da fare per salvarti la vita (come Rosa e Pino qui con me nella foto, loro erano con me durante i miei ricoveri vent'anni fa e sono ancora lì a fare i guardiani dell'Universo - il piccolo e enorme universo del reparto).
Ho avuto fortuna e sono stato curato, ma la fortuna è stata anche di conoscere delle persone con la mia stessa patologia e poter dar loro un sostegno fatto di parole e sentimenti veri. 
Un piccolo aiuto a sopportare tutto, ad aiutarli ad allontanarsi da quella brutta bestia che ti mangia cervello e energia: la paura.

Ancora una volta riesco ad anticipare il Natale e uscire da via Venezian, appesantito dalle impegnative e dalle prenotazioni, per ritrovarmi stordito di gioia. 
Ecco, in quel momento rinfresco anche cosa è l'affetto nei confronti di quelli cui voglio bene: sono loro i primi a cui devo raccontare tutto. E loro capiscono subito la profondità di questo sentimento. Addirittura, questa volta, l'ho potuto fare quasi in tempo reale, complice il Natale ho incontrato il mio amico G., direttamente in centro a Milano. Ci siamo scambiati discorsi e sensazioni sulle nostre vite e quelle di chi gira intorno a noi, o meglio di quelli che girano con noi. Niente bilanci solo sorrisi spossati, ma pur sempre sorrisi. 
L'abbraccio finale è stato liberatorio e ha ricaricato un po' di energia.. 

A tutti quelli che mi vogliono bene tanti auguri magari con un bella fetta del vostro panettone preferito e una tazzina di caffé miscela bar 100% arabica macinata per la moka (che ha un aroma assassino). I miei amici lo conoscono bene.

Che verrà il giorno che spariranno tutti i rompicoglioni, sìIo sarò pronto lì a parlare, e con i limoniUno che è giallo, uno che è verdeUno che grida ma non si arrendeUno che piscia da sotto in suUno che canta solo "I love you".

E. Jannacci, Parlare con i limoni.
 



venerdì 30 maggio 2025

Ancora una volta è andata bene

Sono passati quasi 21 anni dalla diagnosi di #mieloma e 19 dal trapianto da donatore che mi ha salvato la vita e non so nemmeno più a che numero di controlli sono arrivato (ma sono tantissimi).

Anche questa volta è andata bene.

 Grazie alle app posso vedere i risutati degli esami in anticipo rispetto al giorno della visita. Conosco, oramai, quali sono le righe da guardare su referto e tutto era a posto. Così mi sono presentato davanti ai dottori consapevole che la visita sarebbe stata un commento ai miei valori,

Questo giro è stato molto  faticoso, più faticoso del solito. Forse è l'età, il prossimo compleanno sarà l'ultimo con il 5 davanti e il primo con il metabolismo rallentato.

La felicità di sentirmi dire che sto bene però è sempre la stessa, anzi è aumentata. E i miei meravigliosi medici lo sanno.

 

Va bè c'è il colestorolo un po' alto ma me ne farò una ragione, ho comprato subito l'integratore. 

La sala d'aspetto sempre affollata è un bagno di realtà, conosco tutto e ricordo i momenti che ho trascorso là dentro. Attese interminabili, ansie divoranti, tempo immobile. 

All'Istituto dei Tumori ritrovo il senso di tutto, mi rimetto in bolla con la vita, mi depuro dalle cazzate sul coraggio, sulla volontà, sulla storiella che siamo noi che decidiamo come sentirci, sui sensi di colpa che la società ci mette sulle spalle per farci sentire sempre in debito con qualcosa o con qualcuno.

Coraggio, forza di volontà, fatica, buchi, chemio, sofferenza, ansia la sentono tutti,  io sono stato fortunato, la differenza purtroppo è tutta lì.

Adesso tutto è cambiato, le terapie sono miglioratissime e in tanti possono avere una qualità della vita e una speranza di cura che io non mi sarei potuto nemmeno immaginare. La ricerca lavora affinché il peso della fortuna si riduca sempre di più.

Ad abbracciare me e tutti coloro che sofforno in via Venezian è Milano, la mia città, di cui ho parlato nel mio libro Milano in tutti i sensi, Laurana editore. La sua forza,  il suo starmi vicino sono stati un elemento della cura. Lo potete trovare Qui

Insieme a Milano un enorme importanza l'hanno avuta la mia famiglia e i miei amici di Patologia (addirittura per me sono come fratelli e sorelle) e di tutti i giorni.


Dice un proverbio dei tempi andati:

“Meglio soli che male accompagnati”.

Io ne so uno più bello assai:

“In compagnia lontano vai”.

Dice un proverbio, chissà perché:

“Chi fa da solo fa per tre”.

Da questo orecchio io non ci sento:

“Chi ha cento amici fa per cento”.

Dice un proverbio con la muffa:

“Chi sta solo non fa baruffa”.

Questo, io dico, è una bugia:

“Se siamo tanti si fa allegria”.(Gianni Rodari)

Donate per la ricerca.


giovedì 17 aprile 2025

Oggi sono 19 anni dal trapianto da donatore non consanguineo per curare il Mieloma

 


Anche quest'anno il 18 aprile festeggio il mio secondo compleanno. In questa data nel 2006 ero ricoverato nella stanza sterile del reparto di Ematologia dell'istituto dei Tumori di Milano. 

Stavo curando il mieloma e il ricovero era per il terzo trapianto cui mi sottoponevo, dopo due autologhi era il giorno di quello da donatore non consanguineo: il più importante.

Mio figlio era nato da pochi mesi, il percorso era pericoloso e faticoso ma la strada era tracciata. 

Ero in un ambiente protetto, chi mi veniva a trovare poteva parlarmi con un citofono da dietro un vetro. Non potevo, quindi, vedere mio figlio.

Mia moglie mi portava le due foto scattate con una delle prime macchine digitali.

Fu davvero durissima, tutto era dilatato, il tempo e la vita avevano cambiato unità di misura. Ogni movimento, ogni pensiero mi affaticava. I giorni non passavano mai. I miei valori però miglioravano e i miei meravigliosi Ematologi mi sorridevano.

Lorenzo e Ida mi aspettavano a casa. .

Sono passati 19 anni e il mio senso di gratitudine è rimasto intatto e immenso. Verso chi mi amava, verso chi mi curava, verso la mia donatrice, verso Milano, la mia città. Verso la fortuna che, a un certo punto, mi ha trovato. 

Adesso ho quasi 60 anni e mio figlio va all'università, se qualcuno me lo avesse detto quel giorno, gli avrei dato del pazzo. 

Grazie ancora una volta a tutti, anche a chi legge questo blog.

Che 'ntender no la può chi no la prova.