Ho dei medici incredibili che mi hanno salvato la vita. Ho una famiglia che amo. Ho delle passioni che cerco di coltivare come lo scrivere e il calcio. Ho scritto tre libri. Il cancro me l'ha fatta vedere brutta, ma brutta, brutta brutta.
sabato 20 dicembre 2025
19 dicembre, Natale per me comincia oggi
venerdì 30 maggio 2025
Ancora una volta è andata bene
Sono passati quasi 21 anni dalla diagnosi di #mieloma e 19 dal trapianto da donatore che mi ha salvato la vita e non so nemmeno più a che numero di controlli sono arrivato (ma sono tantissimi).
Anche questa volta è andata bene.
Grazie alle app posso vedere i risutati degli esami in anticipo rispetto al giorno della visita. Conosco, oramai, quali sono le righe da guardare su referto e tutto era a posto. Così mi sono presentato davanti ai dottori consapevole che la visita sarebbe stata un commento ai miei valori,
Questo giro è stato molto faticoso, più faticoso del solito. Forse è l'età, il prossimo compleanno sarà l'ultimo con il 5 davanti e il primo con il metabolismo rallentato.
La felicità di sentirmi dire che sto bene però è sempre la stessa, anzi è aumentata. E i miei meravigliosi medici lo sanno.
Va bè c'è il colestorolo un po' alto ma me ne farò una ragione, ho comprato subito l'integratore.
La sala d'aspetto sempre affollata è un bagno di realtà, conosco tutto e ricordo i momenti che ho trascorso là dentro. Attese interminabili, ansie divoranti, tempo immobile.
All'Istituto dei Tumori ritrovo il senso di tutto, mi rimetto in bolla con la vita, mi depuro dalle cazzate sul coraggio, sulla volontà, sulla storiella che siamo noi che decidiamo come sentirci, sui sensi di colpa che la società ci mette sulle spalle per farci sentire sempre in debito con qualcosa o con qualcuno.
Coraggio, forza di volontà, fatica, buchi, chemio, sofferenza, ansia la sentono tutti, io sono stato fortunato, la differenza purtroppo è tutta lì.
Adesso tutto è cambiato, le terapie sono miglioratissime e in tanti possono avere una qualità della vita e una speranza di cura che io non mi sarei potuto nemmeno immaginare. La ricerca lavora affinché il peso della fortuna si riduca sempre di più.
Ad abbracciare me e tutti coloro che sofforno in via Venezian è Milano, la mia città, di cui ho parlato nel mio libro Milano in tutti i sensi, Laurana editore. La sua forza, il suo starmi vicino sono stati un elemento della cura. Lo potete trovare Qui
Insieme a Milano un enorme importanza l'hanno avuta la mia famiglia e i miei amici di Patologia (addirittura per me sono come fratelli e sorelle) e di tutti i giorni.
Dice un
proverbio dei tempi andati:
“Meglio soli
che male accompagnati”.
Io ne so uno
più bello assai:
“In
compagnia lontano vai”.
Dice un
proverbio, chissà perché:
“Chi fa da
solo fa per tre”.
Da questo
orecchio io non ci sento:
“Chi ha
cento amici fa per cento”.
Dice un
proverbio con la muffa:
“Chi sta
solo non fa baruffa”.
Questo, io
dico, è una bugia:
“Se siamo tanti si fa allegria”.(Gianni Rodari)
Donate per la ricerca.
giovedì 17 aprile 2025
Oggi sono 19 anni dal trapianto da donatore non consanguineo per curare il Mieloma
Anche quest'anno il 18 aprile festeggio il mio secondo compleanno. In questa data nel 2006 ero ricoverato nella stanza sterile del reparto di Ematologia dell'istituto dei Tumori di Milano.
Stavo curando il mieloma e il ricovero era per il terzo trapianto cui mi sottoponevo, dopo due autologhi era il giorno di quello da donatore non consanguineo: il più importante.
Mio figlio era nato da pochi mesi, il percorso era pericoloso e faticoso ma la strada era tracciata.
Ero in un ambiente protetto, chi mi veniva a trovare poteva parlarmi con un citofono da dietro un vetro. Non potevo, quindi, vedere mio figlio.
Mia moglie mi portava le due foto scattate con una delle prime macchine digitali.
Fu davvero durissima, tutto era dilatato, il tempo e la vita avevano cambiato unità di misura. Ogni movimento, ogni pensiero mi affaticava. I giorni non passavano mai. I miei valori però miglioravano e i miei meravigliosi Ematologi mi sorridevano.
Lorenzo e Ida mi aspettavano a casa. .
Sono passati 19 anni e il mio senso di gratitudine è rimasto intatto e immenso. Verso chi mi amava, verso chi mi curava, verso la mia donatrice, verso Milano, la mia città. Verso la fortuna che, a un certo punto, mi ha trovato.
Adesso ho quasi 60 anni e mio figlio va all'università, se qualcuno me lo avesse detto quel giorno, gli avrei dato del pazzo.
Grazie ancora una volta a tutti, anche a chi legge questo blog.
Che 'ntender no la può chi no la prova.


